“ IL COBRA
TORNERA’ A PUNGERE E VINCERE “ RICCO’ AGLI
SPORTIVI E TIFOSI PRATESI

di ANTONIO
MANNORI

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TRA un circuito
e l’altro post-Giro, in attesa sabato di prendere parte al Memorial
Marco Pantani, dopo aver programmato un paio di settimane di vacanza
in Sardegna con la fidanzata Vania Rossi, campionessa di ciclismo su
strada e nel ciclocross. Riccardo Riccò parla del suo Giro d’Italia,
secondo in classifica e primo tra i giovani, vincitore di due tappe.


Il “Cobra” di Formigine ha fatto discutere gli sportivi ed i
suoi tifosi che sono tanti anche nel Pratese, per i suoi trascorsi con
la maglia del Gruppo Grassi, una famiglia i cui componenti hanno seguito
con trepidazione il finale del Giro, come del resto il valdarnese Daniele
Tortoli suo direttore sportivo con il quale ottenne il titolo italiano
nel 2004.


Smaltita la
rabbia per come è andata?

“ Stemperata
sicuramente, passata del tutto non direi. Rimpiango la caduta di Milazzo,
quella nella cronometro da Pesaro a Urbino, il fatto di non avere avuto
al mio fianco Piepoli sulle salite
“.


Hai infiammato
il Giro con gli scatti in salita.

“ Ma non è
servito per vincere, iniziai male perdendo troppo nella cronosquadre
in Sicilia, ma tornerò al Giro per salire sul gradino più alto
”.


Per taluni troppo
spavaldo, hai pochi amici in gruppo.

“ Può darsi,
ho un caratteraccio non riesco a controllarmi, rispondo di impulso,
quando mi prendono i cinque minuti sono guai. Poi mi pento, ma il danno
magari è già stato fatto “.


E’ stato un
Giro difficile e duro.

“ Un bel percorso,
impegnativo e tosto, tanta folla che ha fatto sentire il calore, senza
il minimo incidente. Un Giro che ha rilanciato il ciclismo e mi pare
anche un pugno di giovani di belle speranze
“.


Il c.t. Ballerini
ha avuto parole di elogio.

“ Lo ringrazio
anche perché ha detto cose giuste, rimarcando l’assenza al momento
opportuno del mio compagno di squadra Piepoli. Sarebbe potuta andare
diversamente. Dice bene, sono irruento e istintivo
“.


Qualcuno ti
ha paragonato a Pantani, anche in tv.

“ Marco è
stato un grandissimo, ma per arrivare a quanto ha fatto lui la strada
è lunga, spero di essere sulla stessa via
“.


Sul Monte Pora
che spettacolo.

“ E’ stato
il momento più bello quando ho staccato tutti, peccato per l’inconveniente
al cambio avrei potuto indossare quel giorno
la maglia rosa “.


A proposito
di maglia, c’è anche quella gialla.

“ Lasciamo
perdere per ora il Tour, farò invece il Giro di Svizzera, e poi a me
piace da morire il Giro d’Italia, dò appuntamento
al prossimo anno, quello del Centenario, quando con maggiore esperienza
sarà più difficile battermi “.


Sesto la prima
volta, secondo quest’anno, resta da compiere un solo gradino.

“ Ci attrezzeremo,
parlo anche della squadra, per poterlo fare, e voglio ringraziare il
mio direttore sportivo Pietro Algeri fino all’ultimo dei meccanici
e collaboratori per quello che hanno fatto per me
“.


In Toscana e
nella zona di Prato, tanti i tuoi tifosi.

“ Non lo dimentico
il passato nel Gruppo Grassi, una bella
famiglia, di sinceri appassionati. Un titolo italiano vinto, qualche
altro successo importante come nella Firenze-Viareggio, un grande amico
più che un tecnico, Daniele Tortoli. Mi sono stati vicini nei momenti
difficili “.

Questo è Riccardo
Riccò, il “Cobra”, pronto a pungere, al quale non piace perdere,
che deve migliorare a cronometro, ma
che ha gambe forti e tanti numeri.