PAOLO BETTINI IN TRIONFO-IL GRANDE ABBRACCIO DEI SUOI TIFOSI
ANTONIO MANNORI

Poalo BettiniBIBBONA (LI).- Paolo Bettini accolto come un re in Piazza Martiri della Libertà alla California, secondo momento di un ritorno a casa trionfale. Il primo invece qualche ora prima quando “Il Grillo” è sbarcato all’aeroporto Galilei di Pisa, in jeans e maglietta nera con la scritta “Indipendent Brand” e con il mazzo dei fiori conquistato sul traguardo di Stoccarda da portare sulla tomba del fratello Sauro morto in un tragico incidente stradale un anno fa. La maglia di campione di campione del mondo identica a quella che aveva indossato ed onorato per dodici mesi, era invece il regalo per il nipote Francesco, il figlio dodicenne del fratello Sauro. Francesco se la dovrà dividere con Andrea l’altro nipote. E’ cambiata la vita a questo campionissimo del pedale nel giro di un anno. Il primo titolo iridato a Salisburgo, la perdita del fratello, le polemiche che lo hanno investito alla vigilia dell’ultima prova iridata, la riconferma con una “cattiveria mondiale” per rispondere con i fatti alle parole e alle infamie.

Negli occhi asciutti di Paolo ci sono molte risposte, mentre ha in braccio la piccola Veronica di 4 anni. Papà Giuliano, minuscolo ma forte: “ Io e mia moglie abbiamo visto la corsa in tv, da soli, sul divano di salotto. Siamo rimasti a casa per tanti motivi. Quando Paolo ha vinto ci siamo alzati di scatto, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto, non c’era in quel momento bisogno di parole “.

E’ ressa in aeroporto, le prime pagine dei giornali sportivi da firmare, qualche ciclista in tuta che vuole l’autografo sulla maglietta, i turisti che chiedono chi è quel tipo bonsai che porta in giro una bandiera tricolore sulle spalle. Ma è una festa composta, come il ciclismo è abituato a fare; il commissario tecnico della nazionale azzurra Franco Ballerini ed il grande saggio Alfredo Martini stanno in disparte, la gente del ciclismo sa rispettare le distanze.

Facciamo presto mi aspettano alla California dice il campione del mondo – hanno già pronto l’Inno di Mameli, quello che ho ascoltato con le lacrime agli occhi a Stoccarda ripensando alla cattiveria che c’era stata nei miei confronti alla vigilia della corsa mondiale, volevano distruggere il nostro mondiale ed invece ce lo siamo presi ancora, grazie a una squadra fantastica “.

Ed eccoci a La California, Bettini scende dall’auto con la figlia Veronica che ha compiuto 4 anni a fine settembre, e la moglie Monica, e già suona l’Inno nazionale, c’è un palco e c’è l’orchestra, che si chiama “Dolce Vita”, c’è il sindaco di Bibbona, Fiorella Marini. Stessa festa di un anno fa.

“ Caro Paolo ci hai abituati davvero bene ” ha appena il tempo di dire il sindaco, che saltano in aria i primi tappi di spumante, ancor l’Inno d’Italia e poi “We are the champions”. Il grazie a Bettini arriva anche da tutte le altre autorità presenti, la piazza è colma di gente, ma il campione ha occhi soprattutto per i bambini.

“ Intanto spero con questa vittoria di dare una scossa positiva a tutto l’ambiente. Spero che si ricompatti, per far fronte contro le persone che vogliono usare il ciclismo per altri fini. Le accusa gratuite mi hanno ferito, qualcosa dovrà succedere, molto dovrà cambiare. Noi ciclisti abbiamo capito che chi sbaglia paga, ora dovrà pagare anche qualcun altro “.

Franco Ballerini, quello che in sei anni (era il luglio del 2001 quando divenne commissario tecnico) ha vinto 3 ori, un argento e un bronzo ai Mondiali, più l’oro olimpico di Atene 2004 sempre con Paolo Bettini, regala una sintesi sul bicampione del mondo.

“ Genio e fantasia, una forza incredibile, un mago nel gestire i finali di corsa. Se avesse avuto le gambe di Salisburgo, lo avremmo visto vincere per distacco ” .

Alfredo Martini che ha vissuto a stretto contatto con Ballerini il fine settimana tedesco è commosso.

“ Paolo ha dimostrato, ma tutti noi lo sapevamo già, di essere un uomo di carattere e un corridore vero. E’ il più grande campione della sua epoca. Bettini ha fatto la storia, due mondiali, le Olimpiadi, le grandi classiche del ciclismo internazionale, ed aggiungo che Paolo non ha certo concluso la sua straordinaria serie “.

Già il futuro del campione del mondo, quello immediato dopo il Memorial Cimurri, con la Coppa Sabatini a Peccioli, il Giro dell’Emilia, il Trofeo Beghelli ed il Giro di Lombardia. Per l’anno prossimo tre cerchi rossi su altrettante date, quella del Giro delle Fiandre, dell’Olimpiade in Cina del Mondiale di Varese. A fine 2008 potrebbe anche lasciare. Intanto la prima grande festa in piazza in suo onore continua, tra canti e cori, risate e applausi. Un abbraccio immenso e affettuoso da parte di chi gli vuol veramente bene.

ANTONIO MANNORI