5^ TIRRENO-ADRIATICO

admin 12 Maggio 2008 0

LA RUSSA KOZONCHUK
SI CONFERMA ALLUNGO FINALE
E BIS NELEL MARCHE

LAGO DI CACCAMO –
Basta una minima pendenza, un piccolo tratto in salita, per mettere
le ali alla ventenne atleta russa Oxana Kozonchuk che ha vinto anche
la prima delle due tappe marchigiane della Tirreno-Adriatico, giungendo
sul traguardo del Lago di Caccamo con 9” di vantaggio sulle rivali.

Un successo che grazie anche all’abbuono previsto per le prime tre
di ogni frazione, fa aumentare il margine della maglia rosa in classifica,
prima della tappa conclusiva, che prevede il traguardo in salita, come
dire pane per i denti di questa bionda e longilinea atleta che aveva
impressionato anche domenica scorsa nella prova di Coppa del Mondo a
Berna, di fronte alle più esperte e titolate atlete del mondo. Quando
la Kozonchuk ha allungato è stata ancora la belga Daams a cercare con
maggiore insistenza di controbattere l’azione della scatenata maglia
rosa, che ha tirato dritto con poche decine di metri fino al traguardo.
Buon terza l’olandese Breggen, mentre
tra le italiane dopo la bella prestazione fornita il giorno prima a
Gracciano, si è confermata la Callovi giunta quarta all’arrivo.

Oggi la conclusione
con la tappa da Pievebovigliana a San Ginesio di Km 64, con un gran
premio della montagna a 15 Km dal traguardo posto in salita a quota
740 metri. Una frazione ideale per un’altra conferma da parte della
forte atleta russa, indiscussa dominatrice della corsa organizzata dall’OCIP
di Pistoia e valevole per il Trofeo Regione Toscana, per il Memorial
Piero Sala e per il Gran Premio Provincia di Pistoia.

ORDINE DI ARRIVO:

  1. Oxana Kozonchuk (Rus- Menikini Selle Italia) Km
    58, in 1h34’20”, media Km 37,890;
  2. Jessie Daams (Belgio) a 9”;
  3. Anna Van Der Breggen (Olanda);
  4. Rossela Callovi (S.C. Vecchia Fontana);
  5. Kaat Hannes (Belgio).

CLASSIFICA GENERALE:

  1. Oxana Kozonchuk (Rs- Menikini Selle Italia);
  2. Daams a 1’20”;
  3. Colclough a 1’21”;
  4. Polspoel a 2’27”;
  5. Arys a 2’27.

 

ANTONIO MANNORI

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